martedì 13 gennaio 2015

Cos'è la SAPONIFICAZIONE?

I grassi e gli oli sono miscele di esteri dell'alcool trivalente glicerina con acidi, quasi sempre alifatici, contenenti 4 o più atomi di carbonio e indicati come acidi grassi. Tali miscele prendono nome di GRASSI quelle solide, OLI quelle liquide. Negli esteri della glicerina (acidi grassi naturali) tutte le tre funzioni alcoliche risultano esterificate e gli esteri stessi si denominano trigliceridi.

Ma cos'è chimicamente il sapone?

I trigliceridi promuovono la produzione di sapone attraverso una reazione di idrolisi chiamata SAPONIFICAZIONE. Il trigliceride (grasso) in presenza di idrossido di sodio (soda caustica) in una soluzione acquosa, idrolizza il grasso nei suoi componenti, cioè il sale di un acido carbossilico a lunga catena (sapone) e l'alcool (glicerina).



Perchè il sapone sgrassa?

Il sapone possiede una natura duplice: la sua molecola ha una natura idrosolubile (gruppo carbossilato) e una coda liposolubile (la catena idrocarburica). La coda si scioglie nella sostanza oleosa ma la testa sporge dalla superficie della goccia d'olio. Essa si stacca, insieme alle particelle di sporco in cui è sospesa, dalla superficie di tessuti e stoffe quando un numero sufficiente di di molecole di sapone le si è disposto intorno. Questa struttura prende il nome di micella.





La ricetta impeccabile: SAPONE NATURALE AL 100% fai da te

INGREDIENTI per una quantità abbondante:

2 kg di Olio Extravergine di Oliva
256 g di Soda Caustica
600 g di Acqua



ATTREZZATURA:


Contenitore di plastica per la miscelazione
Minipimer
Stampo siliconico o scatola rivestita con carta forno
Guanti in lattice
Pentolino di acciaio inox
Termometro da cucina


PROCEDIMENTO:

Per fare il sapone si possono usare molte combinazioni di oli e grassi ma il più pregiato è l'olio di oliva per le sue proprietà benefiche sulla pelle. Nell'olio di oliva infatti, oltre ai gliceridi degli acidi grassi sono presenti steroli e vitamine che non saponificano e quindi restano tali nel prodotto finito. Il metodo usato per questa ricetta viene detto "a freddo" in quanto sfrutta il calore sviluppato dalla soluzione caustica per scaldare l'olio e saponificare. 

Pesate con assoluta precisione la soda caustica e l'acqua in due contenitori differenti. Versate poco a poco la soda nell'acqua, mescolando in modo che si sciolga bene. Attenzione perché la temperatura della soluzione caustica salirà rapidamente sino ad 70/80 gradi. Riponete il contenitore in un luogo sicuro a raffreddare.

Pesate l'olio. Mettete la pentola sul fornello. Fate scaldare a fuoco bassissimo, mescolando di tanto in tanto. L'olio non deve scaldarsi troppo. Con il termometro controllate la temperatura del grasso e della soluzione caustica. Quando entrambe sono a 45 gradi, versate dolcemente la soluzione caustica nel grasso, mescolando bene col cucchiaio di legno. 


Con un minipimer (utilizzato solo per il sapone...mi raccomando di non usarlo dopo per i cibi) si frulla fino ad ottenere la fase "nastro", cioè quella fase in cui l'olio a contatto con la soluzione caustica diventa sapone cremoso e quindi pronto per essere versato nello stampo.



Per dare la forma desiderata si possono usare i classici stampi in silicone o una semplice scatola rivestita con carta forno.


Alla ricetta possono essere aggiunte profumazioni e oli essenziali, ma in questa ricetta non sono previsti per rendere il sapone il più naturale e delicato possibile, ideale anche per persone con problemi di pelle sensibile, allergie ed eritemi. Il risultato è un sapone ricchissimo di principi attivi propri dell'olio di oliva, quindi oltre alla normale funzione detergente, questo sapone darà nutrimento e protezione alla pelle. Una volta sformato deve essere lasciato in un luogo asciutto a stagionare per almeno 40 giorni.






Raccomandazione: la pelle ha un pH circa 5.5, trascorsi i 40 giorni controllare il pH con una cartina al tornasole, se necessario lasciare stagionare ancora un pò. Il sapone fatto in casa non raggiungerà mai il pH 5.5 ma si manterrà intorno alla basicità.

lunedì 28 ottobre 2013

La solitudine

La solitudine come il silenzio
è un assordante rumore
che incute timore.
E cullo con gemiti di vento
il mio sentir così cruento.
Cala il sipario la notte,
torna l'oblio con le sue note piatte...
All'onirico lentamente mi abbandono
e quel tormento muta in un tonfo atono.

lunedì 21 ottobre 2013

Le mie mani....che agonia!

Mani che cercano le mie
che raccolgono sentimenti.
Mani che brancolano nel buio
che si allungano e stringono altre mani.
Le mie mani sentono
nell'ombra della notte,
nella brezza del mattino,
nei colori del tramonto.
Avvertono l'energia della vita
sprigionata da altre mani.

E la mia anima di colpo è ansante...
chi sei tu che stringi le mie mani?
Percepisco il tuo calore...
che diventa dipendenza,
nettare dal quale mi nutro per respirare.

Ma la tua mano che mi stringe
via via si fa evanescente
e come in agonia,
io mi aggrappo a quella mano.

Come acqua di cascata

Cose, persone
musica e colori
come acqua di cascata
lavati via
dall'indifferenza.

Sento tutto intorno vivo
e il mio io
come un tamburo muto.

Incatenato alla vita


Apparenza